
Dopo aver visitato la mostra “Milano anni ’60” di Palazzo Morando, ho desiderato conoscere in modo più approfondito il caso della strage di piazza Fontana.
Ho quindi comprato questo interessante libro, che non esita ad esporre i nomi e cognomi di tutti i protagonisti sia della bomba, sia della morte di Pinelli in quella maledetta questura e, al termine della lettura, sono voluta tornare nella stessa piazza Fontana con uno sguardo nuovo, diverso.

E – mancanza mia – soltanto ora ho notato il dettaglio delle due targhe erette davanti alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in onore di Giuseppe Pinelli: “morto in questura” secondo il Comune di Milano e “ucciso in questura” secondo chi lo conoscesse.
Un giallo che ancora oggi non ha punito i suoi colpevoli e che rimane una ferita aperta che il fascismo ha lasciato nel cuore di Milano e dell’Italia intera.