Nella mostra “Milano anni ’60” di Palazzo Morando, mi ha colpita questa fotografia di due giovanissimi Cochi e Renato, quasi irriconoscibili, che si esibiscono nell’Osteria dell’Oca, centro di ritrovo per artisti di tutti i tipi, dai pittori come Piero Manzoni e Lucio Fontana, scrittori come Bianciardi e Dario Fo, ad interpreti come Enzo Jannacci.
E fu proprio Jannacci, con la sua musica surreale, a scoprire il talento di Cochi e Renato proprio grazie a quelle serate di cabaret informale, tra il bivacco della gente e le mostre di quadri dei futuri pittori della scena artistica italiana.
E mi sono chiesta: esistono oggi i centri di aggregazione di artisti come quelli di allora, a Milano come in Italia? Oppure piattaforme come Youtube ne hanno preso digitalmente il posto?
Giusto una riflessione, senza giudizio alcuno, con la consapevolezza che nel tempo le dinamiche relazionali cambiano in funzione del contesto.