Sex Robot: quando il sesso divide la comunità scientifica

Nonostante il sesso sia un tema molto in voga e “acchiappa-click”, le tematiche legate alla sessualità sono in realtà molto complesse e delicate.

Se nella questione “sessualità”, che solitamente riguarda gli individui, aggiungiamo la presenza di un robot (a sua volta portatore di dinamiche psicologiche complesse), l’argomentazione si fa tutt’altro che semplice.

Ho provato a sciogliere i dubbi etici che la scienza si è posta riguardo i Sex robot, suddividendo l’argomentazione in tre punti chiave: violenza, prostituzione e parafilie.

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Perché proviamo empatia verso i robot umanoidi?

Un recentissimo studio di Suzuki e colleghi ha scoperto che proviamo empatia per i robot nell’esperienza di dolore. Si tratta di un processo inconsapevole che apre molte domande sull’interazione tra uomo e macchina.

Robear il robot infermiere

Robear è un robot-infermiere che solleva il paziente disabile o anziano dal letto per metterlo sulla sedia a rotelle e viceversa. Come non essere empatici con lui?

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Sii gentile con il tuo computer: The Media Equation

Non ce ne accorgiamo, ma siamo tutti inconsapevolmente “gentili” col nostro computer. Questa è la tesi di Byron Reeves e Clifford Nass, autori del libro “The Media Equation“, i primi ricercatori ad applicare le teorie psicologiche sociali nel rapporto uomo-macchina.

L'immagine di copertina del libro di Reeves e Nass

L’immagine di copertina del libro di Reeves e Nass “The Media Equation”

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Tecnologia per l’accessibilità: intervista a Roberto D’Angelo

La tecnologia deve rendere il mondo più accessibile a tutti, a prescindere dalle proprie problematiche fisiche o cognitive. Ne è convinto Roberto D’Angelo, lead di Office 365 di Microsoft e CEO di Fight the Stroke che ho intervistato per capire le potenzialità dei suoi progetti.

roberto d'angelo e il figlio mario giocano con il robot icub

Roberto e il figlio Mario giocano con il robot umanoide ICub al Wired Next Fest

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Benvenuti nell’Era Post-Psicofarmacologica

Grazie alle recenti scoperte neuroscientifiche riguardanti le Brain Computer Interface, l’Entrainment e i Training Cerebrali, «ci stiamo dirigendo verso un’Era Post-Psicofarmacologica nel trattamento delle malattie neurologiche e psichiatriche», ci spiega Robert J. Szczerba in un recente articolo di Forbes. La ricerca sta dunque cercando di rimpiazzare l’utilizzo degli psicofarmaci, i quali non hanno un effetto specifico e mirato sull’area cerebrale che necessita di cure, con metodi di terapia alternativa per la cura delle psicopatologie.

psicofarmaci
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