Alfred Hitchcock – Matite e acrilici

La selezione

Ecco il mio compito finale del corso di Anatomia I del primo anno di Scuola Comics!

La consegna del prof Daniele Afferni (in arte Daf) era semplicemente di creare un’illustrazione dove inserire almeno un soggetto svestito (per poterne valutare l’anatomia) in un contesto in cui l’attenzione sarebbe stata sulla prospettiva, quindi potevo spaziare con la creatività!

Il mio intento era anche quello di caratterizzare i corpi che volevo rappresentare, rendendoli unici ed espressivi, per cui mi è venuta in mente questa fantomatica selezione militare, dove gli aspiranti soldati vengono valutati da un medico (anche lui svestito per le sole ragioni del compito), ciascuno con il proprio livello di ansietta.

Fun fact: in origine il disegno era specchiato, ma solo alla fine mi sono resa conto che aveva più senso narrativo che la porta si trovasse sulla sinistra (come se lo spettatore “entrasse nella scena”) e il finale, la “incoronazione” del soldato scelto sulla base del suo stato fisico, fosse più spostato sulla destra, a conclusione della piccola storia che l’illustrazione voleva raccontare.

La cosa si palesa in alcuni piccoli dettagli, come il cartellone con le lettere per l’analisi della vista e la firma, finita in basso a sinistra.

Mostriciattolo Frankestein

Nuovo esercizio di Chiaroscuro con Mauro Mazzara per la Scuola Internazionale Comics: creare un personaggio e la sua storia unendo delle parti di animali e umani sorteggiate.

Ed ecco il mio mostriciattolo, con la testa di pesce, il torso di gamberetto, la coda di coccodrillo, le gambe da cavallo e le braccia umane:

Un animale creato geneticamente con lo scopo di diventare l’essere più intelligente del pianeta, prendendo la forza del coccordillo, il pollice opponibile, la resistenza agli urti del carapace, l’agilità del cavallo e la capacità di respirare sott’acqua del pesce.

Purtroppo, la testa di pesce rosso gli ha donato anche il suo cervello, vispo ma dalla memoria estremamente labile.

Purtroppo oggi questo essere è considerato soltanto il secondo animale più intelligente del mondo, e trova impiego nei team di ricerca e sviluppo dell’innovazione aziendali, unico luogo adatto a loro perché possono registrare le loro idee brillanti prima che si perdano a causa della loro memoria volatile.

Qualcuno direbbe che alcune parti del suo corpo diventano così “inutili”, ma a pensarci bene le gambe da cavallo gli permettono di lavorare senza bisogno di una sedia ergonomica (notevole risparmio per l’ufficio) e le dita prensili sono adatte al lavoro al computer!

Questo essere ancora non ha un nome, come potrei chiamarlo?

La fine della mela

Al corso di chiaroscuro del primo anno della Scuola Internazionale Comics di Milano l’insegnante Mauro Mazzara ci ha fatto svolgere diversi studi con, come soggetto, una mela. Alla fine ci ha dato un’ultima consegna: “ora che avete imparato a conoscere, amare e odiare queste benedette mele, fatele fare la fine che volete”.

La prima immagine che mi è venuta in mente è proprio il famoso quadro di Magritte, ma con un finale diverso per quella fastidiosissima mela.