Posted on 5 marzo 2023
Categoria: Creatività Messo il tag: #art, #draw, #illustrarion, #inkdraw, #melt, disegno
Posted on 31 agosto 2020

Ultimamente sto sempre più riflettendo sul concetto di essere “connessi al mondo”.
Per connessione intento quell’aggancio “spirituale” tra la persona e il suo contesto, quel filo che la lega al suo campo di appartenenza.
Non tutti riescono a trovare tale connessione, e tutti ne siamo alla ricerca. Non solo: capita, negli anni, che questa connessione ceda, si sfaldi, e ci ributti nel vuoto facendo crollare tutte le nostre convinzioni. Ed è allora che avvengono le crisi interiori, che ti spingono a cercare un nuovo appiglio per sentirsi parte di questo mondo.
Ecco cosa volevo rappresentare con questo disegno: dei tre astronauti intenti nel loro lavoro di ricercatori, due hanno i piedi ben saldi per terra, tutti presi dal loro lavoro. Mentre, al centro, uno di loro vede la Terra in lontananza e si sente come “ascendere”, quasi fosse in assenza di gravità.
Chi è più connesso al mondo? Chi lavora per far accrescere la conoscenza terrena, o chi riesce ancora a stupirsi innanzi ad essa?
Nonostante ritengo avrei potuto rendere molto meglio la posizione della “ascensione” dell’astronauta al centro (forse rendendolo più eretto, forse disegnando su un foglio più grande, non saprei), mi piace il fatto di essere riuscita a giocare con una prospettiva particolare (quella del parallelepipedo “aperto”) per canalizzare l’attenzione dall’esterno verso il centro.
Questa prospettiva singolare permette di osservare meglio la contraddizione tra i due astronauti a terra e quello “volteggiante” al centro. Così vicini e al contempo così distanti, i tre personaggi sono illuminati ciascuno dalla propria fonte di illuminazione: artificiale per i due periferici, terrestre per quello centrale. La scelta di non intrecciare le diverse fonti luminose sta a simboleggiare l’esperienza estremamente individuale della connessione con il mondo.
Qui sotto potete vedere i miei schizzi preliminari: l’intento prospettico, devo ammettere, è stato maledettamente difficile da comprendere, per questo vedete in alto a destra tante prove di prospettiva.

Categoria: Creatività Messo il tag: astronauta, disegno, inchiostrazione
Posted on 14 luglio 2020

Ogni tanto lo spunto per un disegno arriva da qualcosa che ho visto per una frazione di secondo, e per puro caso.
Ero passeggera di un’auto che percorreva una tangenziale di Milano, quando d’improvviso ho visto un Maggiolino fumante fermo a lato della carreggiata, preceduto da un signore d’età avanzata ben distinto negli abiti (probabilmente il proprietario dell’auto in attesa del carroattrezzi) e con una tristissima e al contempo buffa (imbronciata) espressione sul volto.
La scena mi è sembrata tragicomica al punto che ho dovuto rappresentarla in un disegno.
Categoria: Creatività Messo il tag: disegno, illustrazione, inchiostrazione
Posted on 16 giugno 2020
La notte cade in pezzi, ovunque si spargono frammenti di buio. Schegge di vuoto circondano l'angoscia pungolando fantasmi e incitandoli a uscire. Involucro di carne, tu che contieni spiriti avversi, trattienli in te affinché, nell'atto di scappare, essi non distruggan la tua persona, che sovente grida di dolore, ad ogni rischio. Non finir - ti prego - in pezzi come questa notte.
Avete presente quando la solitudine mira al vostro fianco scoperto colpendovi con i ricordi di un brutto passato? Ecco, a me succede soprattutto di notte, quando sto per andare a dormire, ma non riesco. Magari sto tranquillamente leggendo un libro. Ma la testa evade, rompe il suo schema e “pungola i fantasmi” del passato sopiti, i ricordi dolorosi, e li incita ad uscire.
In questa poesia ho voluto descrivere questa sensazione nel momento esatto in cui la si prova: quando l’attenzione si astrae (rompendo la tranquillità della notte, che quindi “cade in pezzi”) e quando, allo stesso tempo, il corpo (“l’involucro di carne”) oggettivo cerca di trattenere invano i brutti ricordi, lottando per “non finire in pezzi” come quello che lo circonda. Cerca di trattenerlo perché questa esperienza non è nuova, ma ricorrente.
Nel disegno (china nera su carta) ho voluto rappresentarlo in modo molto semplice, ironico, con il “solito” fantasma del passato che “di nuovo” coglie di sorpresa la vittima, mentre era sola e concentrata su altro.
Categoria: Creatività Messo il tag: disegno, poesia
Posted on 5 aprile 2020
Mi comporto Come se fossi in guscio Invisibile costretta Nessuno lo vede Nemmen'io, ma lo sento È duro duro e non mi posso Muovere davvero. È pure capitato Che con inciampo goffo Una mano scivolasse Al di là della barriera Senza alcuna frizione Ma come scottata Ritratta la mano lascio Che riprenda rapida Il suo ovvio torpore. Hai il genio, ti dici, Hai il genio inespresso Ma in realtà non sai nemmeno In cosa potresti avere successo. Il guscio ch'era feto sarà la tua bara Nessuno si è accorto Ma tu sei già morta
Talvolta ho quest’orribile sensazione di sentirmi “bloccata”: penso abbia una radice profonda, forse risalente addirittura all’infanzia. È una sorta di vocina interiore che mi sussurra “non sei capace, non sei abbastanza”, nonostante la parte oggettiva di me sappia che per essere bravi in qualcosa bisogna allenarsi a lungo e con costanza.
Quindi provo delle sensazioni contrastanti nello stesso momento: da un lato vorrei produrre qualcosa di creativo, non so bene cosa, ho tante idee sparse senza un ordine preciso; dall’altro mi sento come congelata, mentre la mente è in subbuglio il corpo non si muove, rimane bloccato nell’indecisione e nella paura di starmi in qualche modo sopravvalutando.
È un guscio che mi blocca e che, allo stesso tempo, mi protegge: come il feto primordiale, o come la bara postuma.
Qualcuno lo chiamerebbe “blocco creativo”, secondo me si tratta di qualcosa di più profondo e radicato dentro di me. O meglio, qualcosa che sta per “mettere radici”: solitamente è ciò che provo poco prima di sentire crescere, dentro al mio stomaco, la creatività.
Categoria: Creatività Messo il tag: blocco creativo, disegno, poesia
Posted on 15 marzo 2020
Tra i vari strumenti che sto sperimentando, uno ha catturato il mio cuore: l’inchiostro.
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Posted on 6 gennaio 2020
Dopo aver acquistato – finalmente! – un computer decente, ho rispolverato la mia vecchia tavoletta grafica.
Prima d’ora l’ho utilizzata con un piccolo portatile-tablet, utile per leggere e scrivere testi ma assolutamente incapace di avviare qualsiasi software che non fosse Office.
E, dopo aver installato di nuovo Clip Studio Paint, ho potuto avere nuovamente accesso ai miei vecchi disegni, o meglio ai vecchi tentativi di utilizzo della tavoletta, considerando che ogni due minuti il computer si bloccava e che la latenza tra il movimento della penna e quello che appariva sullo schermo era di almeno 30 secondi.
Beh, nonostante le difficoltà, ho prodotto diversi sketch e studi, ma soprattutto ho recuperato i miei vecchi fumetti di Octo il polpo.
La storia di Octo è molto semplice: era un piccolo personaggio che avevo creato quando mi sono trasferita a Milano e al contempo studiavo a Parma per l’Università magistrale. Ogni volta che dovevo partire, lasciavo a casa un post-it con un disegno di un polpo sempre diverso e l’orario in cui sarei tornata. Ho accumulato centinaia di post-it che sono andati perduti nell’ultimo trasloco.
Per cui, qualche anno più tardi, quando mi regalarono una splendida tavoletta grafica, ho provato subito a digitalizzare il mio piccolo Octo, per imparare ad utilizzare questo nuovo strumento con qualcosa di semplice. Ecco alcuni disegni che sono riuscita a recuperare, risalenti al 2018.
Ora Octo è uno dei personaggi che mi piace ogni tanto disegnare soltanto per esprimere un concetto profondo in un modo leggero. Come mi è capitato in questo tentativo di acquerello, che avevo creato in occasione dell’Inktober, con la parola del giorno “bait” (esca):

Categoria: Creatività Messo il tag: disegno, Octo il polpo, tavoletta grafica
Posted on 31 ottobre 2019

Dopo aver scoperto una bella challenge diventata famosa in rete, ho voluto partecipare anch’io: parlo dell’Inktober, in cui bisogna creare un disegno al giorno sotto lo stimolo di una parola uguale per tutti.
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Posted on 15 settembre 2019

Sento urgenza di scrivere
non lo so di che cosa, ma la mente
malamente riposa, se ora non trascrivo nulla.
Ormai sono allenata a percepire
il germe, il seme che penetra le viscere
e affonda le radici nel ventre.
E di giorno in giorno io lo sento crescere,
sbocciare, fiorire. Senza che si possa
fare niente. Uno spesso gambo
agganciato allo stomaco si eleva su in gola
e la lingua sente un prurito perenne.
Ignorarlo è un reato, è come
strapparsi un fiore dalla bocca
e lasciarlo morire.
È urgente: scrivere!
Di nulla, ma potar serve
a lasciar rifiorire.
Categoria: Creatività Messo il tag: disegno, poesia
Posted on 25 luglio 2019

Ho sempre amato disegnare. In ogni angolo della mia memoria si trova qualche foglio che ho pasticciato in modo spontaneo ed ingenuo.
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