Il guscio

  • Il guscio - Poesia e disegno
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Il guscio

Mi comporto
Come se fossi in guscio
Invisibile costretta
Nessuno lo vede
Nemmen'io, ma lo sento
È duro duro e non mi posso
Muovere davvero.

È pure capitato
Che con inciampo goffo
Una mano scivolasse
Al di là della barriera
Senza alcuna frizione
Ma come scottata
Ritratta la mano lascio
Che riprenda rapida
Il suo ovvio torpore.

Hai il genio, ti dici,
Hai il genio inespresso
Ma in realtà non sai nemmeno
In cosa potresti avere successo.


Il guscio ch'era feto sarà la tua bara

Nessuno si è accorto
Ma tu sei già morta

Talvolta ho quest’orribile sensazione di sentirmi “bloccata”: penso abbia una radice profonda, forse risalente addirittura all’infanzia. È una sorta di vocina interiore che mi sussurra “non sei capace, non sei abbastanza”, nonostante la parte oggettiva di me sappia che per essere bravi in qualcosa bisogna allenarsi a lungo e con costanza.

Quindi provo delle sensazioni contrastanti nello stesso momento: da un lato vorrei produrre qualcosa di creativo, non so bene cosa, ho tante idee sparse senza un ordine preciso; dall’altro mi sento come congelata, mentre la mente è in subbuglio il corpo non si muove, rimane bloccato nell’indecisione e nella paura di starmi in qualche modo sopravvalutando.

È un guscio che mi blocca e che, allo stesso tempo, mi protegge: come il feto primordiale, o come la bara postuma.

Qualcuno lo chiamerebbe “blocco creativo”, secondo me si tratta di qualcosa di più profondo e radicato dentro di me. O meglio, qualcosa che sta per “mettere radici”: solitamente è ciò che provo poco prima di sentire crescere, dentro al mio stomaco, la creatività.