L’ennesima distrazione

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L’ennesima distrazione

Ondeggiando sui doveri quotidiani
il cielo d’improvviso
s’è fatto terra:

Il sangue alla testa
preme forte
e ‘l corpo leggero si libra in volo.

Lo sguardo si perde nel vano
mentre al suolo si sente un ciarlare d’ottone

« Eccola ancora, » dicevano,
« persa nell’ennesima distrazione ».

Questo mese ho frequentato un corso per la ricerca e la selezione del personale HR, nel quale erano previsti numerosi esercizi e simulazioni di colloqui.

Un giorno, parlando del self branding, la docente ci ha mostrato questa immagine, chiedendoci di farci ispirare dalla stessa per esprimere per iscritto qualcosa che fosse legato a noi stessi. Questo esercizio aveva come scopo ultimo quello di analizzare la nostra capacità di autoanalisi e di espressione scritta della propria identità.

Io, come da consegna, ho voluto rappresentare questo stimolo visivo in una poesia: attraverso l’immagine dell’altalena capovolta (“ondeggiando”, “il cielo d’improvviso / s’è fatto terra”) ho voluto rappresentare il mio pensiero che oscilla tra il reale e l’astratto in un battibaleno (“d’improvviso”), mentre nel concreto chi rimane mentalmente ancorato a terra percepisce il mio spaziare come una “ennesima distrazione”.

Mi è piaciuto giocare con la sensazione fisica di trovarsi sottosopra rispetto agli altri “Il sangue alla testa / preme forte / e ‘l corpo leggero si libra in volo” ma in particolar modo ho adorato la sinestesia “ciarlare d’ottone”.

Riferito alle parole di chi rimane concreto, infatti, chi rimane con i piedi per terra dovrà essere pesante come il metallo e, al tempo stesso, il suo discorso suonerà come borbottante, grave, come quello di uno strumento musicale d’ottone.

Spero di aver reso bene la sensazione di chi ha una mentalità iperattiva, creativa, che ha difficoltà ad essere compresa dagli altri.

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